8 Maggio 2024: intitolazione ai partigiani Elio Sammarchi e Sergio Bassi i giardini della Resistenza di piazza Dergano.
13 Maggio 2024
Abbiamo realizzato una cosa importante, che desideravamo da tempo: intitolare ai partigiani Elio Sammarchi e Sergio Bassi i giardini della Resistenza di piazza Dergano.
Alle ore 15 si è svolta la cerimonia ufficiale con Tommaso Sacchi, assessore del Comune di Milano – Cultura, Anita Pirovano, presidente del Municipio 9 – Comune di Milano, Primo Minelli, presidente di ANPI Provinciale di Milano, Primo Sammarchi, staffetta partigiana e fratello di Elio, il nostro presidente Dario Marchesi, e tanti abitanti del quartiere.

Alle 18.30 abbiamo fatto ancora festa con cittadini e cittadine di Dergano.

Il papà di Sergio Bassi aveva scritto a Togliatti questa lettera sull’amnistia, straordinariamente attuale:
Caro Togliatti, sono un vecchio comunista compagno di Picelli . Lei mi crederà settario perché così sono chiamati quelli che hanno la propria fede e sono disposti a qualunque sacrificio. Intendo parlare dell’amnistia. So già che lei mi dirà che si tratta di una mossa politica indispensabile e strategica. I lavoratori, anche se ignoranti, sono in grado di capire certe necessità date le condizioni in cui ci troviamo, gli alleati ecc. Ma i lavoratori capiscono anche che c’è un limite a tutto, specie se hanno sofferto. I migliori compagni pensano che lei ha passato ogni limite e non conosce i fascisti se pensa che questi si ammansiranno di fronte al generoso gesto dell’amnistia generale. Perché di questo si tratta non si è ridotta la pena di cinque o dieci anni. No signori.
Si sono mandati addirittura a casa uomini che avevano meritato l’ergastolo o trent’anni di galera, che sono fra i maggiori responsabili della rovina del popolo. Si è dato ragione in questo modo alle canaglie fasciste che si atteggiavano a martiri e che chiamano delinquenti i valorosi partigiani che hanno combattuto contro tedeschi e fascisti. Io che le parlo sono il padre di Sergio Bassi. A 19 anni si è battuto come un leone in difesa della libertà e ha compiuto circa venti azioni pericolose. Anche lui è morto abbattuto alla mitraglia insieme ad altri cinque giovani generosi come lui all’idroscalo di Milano. Ma il compagno Togliatti queste cose riesce a comprenderle? Mio figlio non può avere pace se io tengo ancora la tessera del Partito per il quale egli è morto, di quel Partito che trascura i migliori che favorisce i profittatori, di quel partito che non rispetta più nemmeno i suoi morti perché manda in libertà i loro assassini. Lei mi dirà che è stato obbligato a questo da altri componenti del governo, ma piuttosto che commettere una cosa simile era molto meglio dimettersi. Distinti saluti.
Bassi Roberto
Ora e sempre Resistenza!